Langebaan, Repubblica Sudafricana. 15 Settembre. 07.15 AM
Il rumore della onde che scivolano sulla spiaggia deserta accompagna la lenta salita del sole all'orizzonte, che illumina di una luce dorata il volto di Katheryn, gli occhi un po' stralunati e le guance arrossate per lo sforzo. Quelle stesse onde, là in basso, hanno cancellato le impronte lasciate dalle scarpe da running sul bagnasciuga. Si è alzata ben prima dell'alba, per correre in riva al mare, e ora sta salutando la nuova giornata prendendo a pugni un manichino da allenamento, sulla veranda di casa Nausherwani. O casa Nausherwinnick, ormai...ma forse, quel nome è più adatto all'appartamento di Brooklyn Heights che le due hanno acquistato insieme.
Non che la cosa abbia importanza al momento, concentrata com'è sulla sua routine mattutina. Una routine che si è autoimposta, decisamente pesante: corsa prima dell'alba, stretching, esercizi al manichino a provare prese e combinazioni imparate il giorno prima, e poi doppia sessione di allenamento -una al mattino e una al pomeriggio- alla House of RStar, il dojo MMA che Lala forse si è pentita di averle fatto conoscere, visto quanto si è appassionata, e quanto in fretta, la danese a quella disciplina. Togliendo in diverse mattinate, ad esempio, a Lala il piacere di svegliarsi abbracciata a Kat, che sgusciava via prima dell'alba per andare a correre in riva all'Oceano. Come aveva fatto in quella che sembra, e forse era, un'altra vita.
Le scarpe e la felpa (la Winnick non è mai stata freddolosa, e comunque l'attività fisica l'ha surriscaldata) sono gettate in un angolo, i capelli sono raccolti alla bell'è meglio in una coda e la bionda di Copenaghen sta prendendo a pugni e calci a piedi nudi il manichino. Dopo un'ultima furiosa scarica di colpi portati con le ginocchia al torace del suo sparring partner, si ferma boccheggiando, mani sulle gambe, piegata in avanti. Il rumore della grande finestra scorrevole che si apre alle sue spalle istintivamente le disegna un sorriso allegro sul volto. Lascia passare qualche istante in più, facendo ampi respiri.
"Spero sia bollente, il caffè, perchè fa ancora un po' freschino..."
La voce melodica di Lala Nausherwani le giunge alle spalle, che Katheryn in effetti non si è ancora girata
"Hey, e tu come fai a saperlo?"
E Kat si gira solo ora, felice, con gli occhi azzurri che brillano mentre si perdono nella bellezza di Lala investita dalla luce dell'alba. Muove qualche passo verso di lei che sì, ha in mano una mug fumante.
"Ho sentito il profumo quando hai aperto la finestra...e immaginavo che non fossi esattamente vestita per andare a fare un giro in spiaggia."
Le si fa davanti, inspirando l'aroma che sale dalla tazza...e la abbraccerebbe anche, ma si limita a girarle un braccio dietro la testa, così che a malapena le sfiora i capelli con l'avambraccio
"Sono tutta sudata."
Si giustifica per il poco slancio del gesto, forse...e le dà un bacio sulle labbra. Di quello, proprio non può farne a meno.
"Torna dentro, o ti prenderai qualcosa a stare lì in mezzo all'aria..."
"Tra poco...devo prepararmi per oggi. Non voglio beccare traffico sulla N2... il meeting comincia alle 11."
Ma quel "tra poco" si trasforma essenzialmente in una manciata di secondi, visto che Lala rientra subito dopo Katheryn. Piegando anche il capo, ad osservarne l'andatura. Con un sorriso di soddisfatta possessività.
"E così, oggi pomeriggio ti allenerai con Adwoa mentre io discuto con i miei soci... non so mica se è giusto..."
Anche se a dire il vero, uno dei suoi soci ha mandato un delegato; ad essere onesti, da un certo punto di vista, Lala avrebbe preferito che fosse l'altra socia a non avere tempo.
"Dai, mica sarai gelosa? Io non vedo l'ora! Spero ci vada piano, piuttosto...insomma, siamo lì per imparare, non per prenderci sul serio a botte."
"Ovviamente... vabbè, salutamela! Dille che io riprenderò lunedì..."
Langebaan, Repubblica Sudafricana. 15 Settembre. 07.15 PM
La primavera si sta avvicinando ed il Veld si colora di fiori. Sulla veranda della villa sull'oceano - quel buen retiro che Lala Nausherwani aveva comprato, mentre era in fuga dal mondo, quando era in fuga da se stessa, la risacca si colora di rosso. Le giornate si stanno allungando. A breve, Lala sa che il generatore diesel partità, per due ore, per coprire il buco dell'erogazione elettrica nazionale. Vivere qui, anche solo per qualche mese all'anno, vale questo sacrificio. Sulla veranda, Lala è seduta praticamente sulle gambe della sua bionda compagna. Le sfiora il viso con le lunghe dita arabescate dall'hennè, e offre un sorriso... e però, poi abbassa lo sguardo. "Brucerà un po'..." Mormora, delicatamente, prima di poggiare la medicazione sullo zigomo dell'altra...
"E dovresti vedere come è conciata l'altra!"
Lala si mordicchia il labbro inferiore, soffocando una risata. In un altro mondo, in un altro luogo, sono parole che lei stessa ha pronunciato... ma poi, insomma, la Regina Bianca riesce persino a dipingersi in viso un'espressione seria...
"In realtà l'ho vista... non vi dovevate allenare e basta? Tutti quei bei discorsi sull'andarci piano, sull'essere lì per imparare..."
Chiede, ma probabilmente conosce già parte della risposta, tanto che scuote impercettibilmente il capo e schiocca la lingua sul palato...l'altra, in risposta, si stringe nelle spalle con un'espressione solo in parte colpevole.
"Questo era prima che si comportasse da stronza, e che mettesse in mezzo te."
Lala alza vagamente gli occhi al cielo. Ok, la tesi difensiva di Kat in un certo senso regge...ma ha comunque avuto il suo bel daffare a convincere Nikita, il titolare della RStar, a non cacciare per sempre Katheryn, colpevole di aver reagito in maniera sproporzionata alle battutine di una delle sue allieve veterane durante quello che doveva essere un incontro amichevole per testare i progressi della sua fidanzata.
"Le hai rotto il naso..."
"Potrebbe approfittarne per farselo fare più bello"
Dentro di sè sorride, la Regina Bianca. Conosce Adwoa da ben prima di Katheryn, da quando ancora viveva lì con...beh, storia passata. E comunque, non è quello il punto. E' lusingata, certo, della reazione più che feroce che ha avuto la bionda in sua difesa, quando -così le hanno raccontato, ma la verità forse non si saprà mai, cosa si sono davvero sussurrate nelle orecchie in un clinch durante il match Adwoa e Katheryn- la sudafricana l'aveva derisa definendola 'Vecchia, debole, e rotta'...o almeno questa è la versione che le ha dato Katheryn. Ad ogni modo, continua a tamponare piano lo zigomo della bionda, strappandole comunque un sibilo di fastidio.
"E l'hai morsa, Kat. Probabilmente dovranno metterle dei punti."
E qui, onestamente, c'è davvero poco di giustificabile. Kat abbassa lo sguardo, imbronciata.
"Eppure avevo il paradenti...oppure no, forse me l'aveva fatto saltare via di bocca con quel pugno...non mi ricordo..."
"Ad ogni modo... è meglio che troviamo un'altra sparring partner... per il momento."
Lala le sorride, poggia le labbra sulla medicazione... e poi sembra decidere di cambiare discorso. A dire il vero, con ogni probabilità, Lala ha già trovato un accordo con la RStar, più come favore personale che per altro.
"Povera Lilli, dovrà festeggiare il suo compleanno mentre zia Kat è orribilmente sfigurata..."
"Quando arriva?"
"Domani mattina alle 11 da Istanbul"
Katheryn aggrotta appena le sopracciglia, e Lala fa spallucce...
"Ha fatto tutto lei, non ha voluto che ci mettessi becco, ed ha scelto il piano di volo... "
"Li andiamo a prendere?"
"Uh-uh, ma non sai la novità...sono in pausa! Ethan non viene"
La postura della Winnick si irrigidisce in maniera impercettibile, per chiunque altro che non fosse Lala.
"Oh..."
Gli occhi scuri incrociano quelli azzurri. Quale muto dialogo si stiano scambiando nei secondi che seguono non è dato sapere. Kat allarga appena le braccia.
"Cosa c'è?"
"Lo sai, cosa..."
Katheryn distoglie lo sguardo, con fare snob
"Tsk, malfidente..." Lala schiocca la lingua sul palato
"Sì, certo..."
E il tentativo di mantenere l'atmosfera seria, perchè su certe cose meglio non scherzare prima di generare equivoci, naufraga in due risatine spontanee, come quelle di due teenager che si scambino confidenze. Katheryn prende il volto di Lala tra le mani poggiando la fronte sulla sua, canticchiando.
"Lala è gelosa...Lala è gelosa..."
E l'altra ribatte piccata
"Sì, ma non di te!"
"Ah, è così allora eh?"
E probabilmente andrebbero avanti a oltranza e finirebbero per fingere di tirarsi i capelli, ma il cellulare della Regina Bianca invia una notifica. Si stiracchia, per raccoglierlo mentre si accoccola un poco di più in grembo alla sua compagna. Il dolore alla schiena è sparito, è solo un'eco di quello che era un tempo. E all'orrenda cicatrice lasciata dai postumi di Revolution, quindi, se ne è aggiunta una, più pulita, ormai quasi invisibile. Sta di fatto che Lala appoggia la testa sulla spalla della compagna, sblocca il telefono, e si limita a guardare il mittente del messaggio.
"Naah..."
E Lala Nausherwani lascia appesa anche la seconda spunta all'invio di Ryan Moore. Ma questa, in effetti, è un'altra storia.