Venerdì, 21 Ottobre 2022 20:39

Genesi S.III Episode XXVI - "Tales from Lua Pele"

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"Ancora, mi chiedo se verremo mai messi nelle canzoni o nei racconti..."
J.R.R. Tolkien


***Residence 202 @ The Pierhouse - Brooklyn Heights, NYC - 13 ottobre, 06.05 PM***

L'ascensore arriva al piano, il "ping" che segnala l'apertura delle porte che spezza il silenzio del pianerottolo. E dall'ascensore, accaldate e arrossate, escono fuori le sagome, note, di Lala e Katheryn.  I capelli ancora umidi, e il borsone, raccontano di una visita in palestra... ed in effetti vale la pena fare una piccola divagazione, qui. Dopo l'operazione, e dopo le lunghe vacanze in Danimarca prima, ed in Sudafrica poi, le due sono tornate negli Stati Uniti; il successo nell'operazione alla schiena della Regina Bianca ha portato ad una ripresa di certe routine, dapprima in maniera più blanda, ma con una buona accelerazione all'inizio dell'autunno.  Insomma, per farla breve, quest'oggi le due sono tornate all'Equinox Club.  Questo spiega l'abbigliamento - e questo giustifica solo in parte i volti arrossati all'uscita dell'ascensore. La chiusura delle porte, alle loro spalle, non può smorzare, comunque, il buon umore.

"E comunque, Amanda dovrebbe imparare a perdere..."

Dice Lala, le labbra piegate in un sorriso malizioso

"E soprattutto, dovrebbe imparare a pagare le proprie scommesse..."

Ora, con ogni probabilità, questo è il momento in cui Katheryn, in condizioni normali, risponderebbe con una battuta tagliente... e le labbra, in effetti, si aprirebbero pure, per iniziarla, se, davanti alla porta dell'appartamento - davanti alla porta di casa Nausherwinnick, come direbbe qualcuno - non ci fosse una sagoma bionda ed inaspettata...
Per cui, Amanda passa immediatamente in second'ordine, e anche il rumore proveniente da dietro la porta della Vicina - segno che è stata attirata dalle voci, segno che ha già cominciato ad indossare sul viso la maschera della disapprovazione e del disgusto - passa relativamente inosservato.

"Non sapevo che l'amica di Dikta..."

Si volta appena verso Lala, col sorriso...sorriso che si spegne quando vede che la fronte della Regina Bianca si aggrotta. No, non è l'amica di Ditka, evidentemente. E quindi, chi è?

"Mi sa che..."

C'è in effetti un breve silenzio imbarazzante. Ellie, lì, è arrivata a NY. Ed è andata direttamente alla fonte, visto il compito che le è stato assegnato da Ryan, pur non semplice che sia. Inoltre, la bionda, non conosce per niente Lala, e questo è un grosso svantaggio in una conversazione del genere.

"Sono qui perché pare che a New York non arrivino i messaggi."

E forse l'approccio tagliente non è il migliore, seppur quasi sempre apprezzato.  La sua più grande fortuna, però, è quella di essere una grande osservatrice: per questo il borsone che impatta col suolo è un importante notifica.

"Per cosa vi allenate?"

A questa domanda possono rispondere in due modi: in entrambi i casi Ellie avrà superato la sua battuta per rompere il ghiaccio. Sistemando meglio la cinghia del borsone sulla spalla -non che ce ne fosse bisogno, era già al suo posto posto- Kat precede la compagna verso l'ingresso del loro appartamento. E verso quella ragazza e le sue laconiche considerazioni.

"In realtà era una partita a squash."

Il sorriso con cui tende la mano verso di lei non è il massimo della naturalezza, ma le va dato atto di provarci, almeno.

"E tu sei...?"

La risposta, però, arriva alle sue spalle.

"Eleonor Bishop, suppongo."

Il dottor Livingstone probabilmente non avrebbe saputo rispondere con un sorrisetto così soddisfatto; Ellie stringe la mano di una Katheryn, ancora sorpresa dall'uscita di Lala. C'è da dire che la danese comincia a sentirsi un po' presa nel mezzo. E non come sarebbe successo con l'amica di Dikta.

"Ellie. Va bene anche Ellie."

"Ellie? ...Katheryn."

"Immagino che Ryan non mi volesse parlare dei nostri affari... non avrebbe mandato te..."

"Ah, vi conoscete già?"

Perchè la faccia della Winnick dovrebbe essere quella di una divertita sorpresa, se non fosse che dietro il sorriso un po' tirato Lala rivede l'espressione trasfigurata che Kat aveva avuto 10 giorni prima, quando aveva letteralmente lanciato di peso fuori dall'appartamento una loro nuova amica che si era dimostrata troppo sfacciata, urlandole dietro qualcosa che solo chi avesse conosciuto il danese avrebbe potuto comprendere. Comunque, un piccolo sfarfallio delle mani, che poi vanno a cercare il fianco di Mz. Hyde. Che insomma, sì, Lala conosce vagamente la Bishop e le vicende di Genesi, là nelle Hawaii...ma più che altro per degli incisi a cui ha prestato poca attenzione in un paio di telefonate con Ryan Moore scambiate per altri motivi nell'ultimo anno. Ellie Bishop è per lei poco più di un nome, ma adesso sarebbe difficile starlo a spiegare. Meglio cercare di andare oltre con il discorso.

"Comunque gli avrei risposto... prima o poi..."

Lala fa un sospiro, si avvicina alla porta di casa, e fa scattare la serratura; un movimento dietro la porta chiusa della vicina tradisce il fatto che le tre erano comunque sotto osservazione; a dire il vero Lala e Katheryn se l'aspettavano. A dire il vero, probabilmente, si aspettano anche d'essere giudicate; non che sia qualcosa che le possa infastidire. Il panorama di New York, la skyline punteggiata di luci che si staglia sul cielo che si sta scurendo, fa bella mostra di sè dalle vetrate dell'appartamento che danno sull'East River.

"Benvenuta... bevi qualcosa?"

Ma Ellie rimane distante dalla porta.

"Non conosco Ryan quanto te. L'unica cosa che so è che nel bene o nel male ha sempre ottenuto ciò che voleva."

Accenna un sorriso. Ryan ha sempre ottenuto ciò che voleva, non Ellie. Ha quattro occhi addosso, al momento, e la situazione in cui è finita non le piace affatto.

"So che mi ha mandato per concludere un affare, e l'unica certezza che ho è che tornerò con un sì."

Anzi, fa anche un passo indietro. In un certo senso, cogliendo le altre due di sorpresa. Si allontana: dalla conversazione, dalle interlocutrici, da quella casa. Psicologicamente non è un segnale forte, contando anche la posizione debole in cui attualmente si trova: ed il punto è proprio questo. Ryan poteva tranquillamente prendere il suo elicottero, volare a New York, risolvere la questione senza troppi problemi e tornare indietro. Ma sappiamo come funziona, a lui non piace la banalità.
E' per questo che doveva testare Ellie: e mandarla a nudo contro Lala sa che può riportare a Lua Pele una donna profondamente cambiata. Che sia in meglio, o che sia invece distrutta.

"Grazie."

Un semplice grazie. Non un no, grazie. Perché lei chiaramente non ha terminato lì. Mentre per loro, forse, la questione potrebbe essersi chiusa prima ancora di aprirsi...

"Vabbè...faccio io, Ly."

O forse no...visto che, sarà l'evidenza di quanto la Bishop non sia del tutto a suo agio, o sarà semplice educazione, Kat si avvia verso l'interno e dopo pochi istanti, in cui Lala e Ellie cercando di interpretare ognuna lo sguardo dell'altra, torna reggendo due bicchieri. Ed esibendo un sorriso più naturale, stavolta.

"The freddo? Succo di frutta...? Comunque non mordiamo eh..."

Ellie allunga la mano, verso il bicchiere con il the. E con un sospiro di sollievo solo nella sua testa, Lala prende atto che almeno parte delle sue preoccupazioni sulla piega che poteva prendere la discussione si stanno dissipando.

"Beh, spero che Ryan ti abbia dato qualche giorno, comunque..."

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Letto 11146 volte Ultima modifica il Venerdì, 21 Ottobre 2022 22:03