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Genesi S.III Episode XXVI - "Tales from Lua Pele"

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Data: Lunedì, 17 Ottobre 2022.
Luogo: Lua Pele

È una giornata relativamente tranquilla nella città centrale di Lua Pele. Il disturbo alla quiete, per così dire, si manifesta con il rombo del motore di una BMW M5 che si affaccia alla piazza centrale dell'isola e si ferma in una zona adibita alla sosta.
Qui scende il proprietario. È Zachaus. È ufficialmente tornato sull'isola dopo una lunga pausa, quasi sicuramente di riflessione per digerire la sconfitta.



Nonostante sia passato parecchio tempo, è ancora tuttora irritato per i fatti di Presidential Day III. È fin troppo evidente che quella sconfitta lo brucia ancora, ma almeno questo lo rende vivo.
Si guarda intorno, più e più volte. Decide di camminare in una direzione in cui non mostra alcuna insicurezza.
Sa dove sta andando. Sa cosa sta cercando. O forse... più probabilmente chi sta cercando.

Più tardi...

Il gigante tedesco si trova a passeggiare su un lungomare.
Non molto in lontananza, nota una donna dalla folta chioma dai capelli rossi e lunghi che sta ammirando l'oceano e ne assapora tutti gli odori dell'acqua marina.



Zachaus sogghigna. Ha trovato la persona che stava cercando. Non è stato difficile trovarla, a maggior ragione che lei non è mai stata tipa da nascondersi.
Quando, dall'alto della sua imponente statura, le si avvicina abbastanza da fare letteralmente ombra, lei si gira lentamente facendo capire dal suo movimento che si aspettava questo momento.
La sua espressione non lascia trasparire sentimenti particolari. Non sembra contenta, nè seria. Ha tutta l'aria di aspettarsi di qualsiasi cosa. Non dice nulla, nè lo saluta. Aspetta che sia lui a dire qualcosa.

Z: Sarei molto più felice a casa mia, a Berlino, ma essere migliore di Krystal Wong ma non di Miriam May mi irrita.
In realtà quasi ogni cosa di questa isola nel nulla mi infastidisce, comunque il titolo Volcano è orrendo, tuttavia ora lo reclamo ugualmente...

Lei stringe le labbra, prendendo atto di quelle parole. Non si mostra altezzosa o superiore nei suoi confronti.
I suoi occhi verdi incrociano fissi quelli di Zachaus. Lo scruta. Nota la sua grande voglia di rivalsa, non desidera altro.

MM: Sai... Volendo ti potrei prendere in giro ma penso che se fossi al tuo posto, sarei senz'altro nelle tue stesse condizioni.
Mi rendo conto che per te è davvero dura da digerire che una donna come me sia riuscita a batterti, grande e grosso come sei.


Solo ora lei si gira, appoggiandosi di schiena al parapetto e incrociando le braccia.

MM: Dovresti aver imparato sulla tua pelle che le dimensioni non sono la cosa più importante. E non parlo solo delle palle.
In ogni caso... per quanto possa apprezzare il tuo sforzo di venire fin qui e chiedermelo di persona senza attaccarmi in qualsiasi modo...
Mi ritrovo a dover rifiutare la tua richiesta.


Miriam mette avanti una mano per fermare subito ogni sua iniziativa di risposta.

MM: Tu sei stato fiero portatore più volte del titolo Predator. In un certo senso, quello è stato il tuo titolo.
Quel titolo non c'è più. È morto. Non si vedrà mai più.
Ora ce ne sta un altro, nuovo di zecca. Quello non è il tuo titolo. È il mio.
Forse un giorno arriverà il tuo turno, ma voglio affrontare altri prima.


Il Tedesco è palesemente frustrato dalle parole lapidarie di Miriam May.

Z: Da oggi in avanti ti chiamerò Miriam May-be, perché in cuor tuo sai che sono superiore a te. Ma affrontare determinate personalità all'interno si questo show deve averti montato la testa su un corpo che non ti appartiene, come non ti appartiene quella cintura. Sono deluso della tua decisione, ma la rispetto e me ne vado, tuttavia rimarrò a lua Pele. Magari la fortuna gira.

Miriam non risponde scuotendo la testa e facendo spallucce. Non ha cambiato idea.
Zachaus è ancora più deluso. Ha imparato a sue spese che quando Miriam si mette in testa una cosa, di solito non cambia più idea.
Non c'è più ragione di andare avanti, così lui si sistema meglio il giaccone, un gesto di orgoglio e poi si gira, lasciandola presto da sola.
Lei non perde tempo e torna ad osservare quell'immenso e infinito oceano.



Ufficio di Adam Brooks, Iolani Palace

E' tipo un tavola rotonda. 
Solo che è rotonda affatto. 
E' semicirciolare, tipo a banana.
Non sappiamo chi possa mai aver ordinato un oggetto di mobilia del genere, ma fa al caso dei vertici di Lua Pele: Commissioner, Brooks ed Ellie, con carte sparse qua e là che dimostrano alla telecamera quanto impegnati siano, sono lì per discutere una questione urgentissima! 



Commissioner: "E' evidente che la situazione ci sia lentamente sfuggita di mano."

Brooks: "Posso darti ragione, ma..."

Sbuffa, Ellie, lì al suo fianco.

Ellie: "Ma cosa?
Quando era appena arrivato, quando poteva mettersi in mostra, andava dietro ad un pezzo di merda."


Brooks: "Appunto, non posso mentirti.
Deve ancora dimostrare molto prima di poter essere considerato al pari dei top di Genesi."




C'è un breve silenzio.
Nel quale il Commissioner riflette attentamente.
Riflette, ancora, alle parole ricevute da Berg una settimana fa.

Commissioner: "Io vedo un'opportunità."

Ellie: "Beato te che non capisci un cazzo."

Commissioner: "Scusa?"

Brooks: "Ragazzi..."


Ellie non si degna di guardarlo.
Invece, fissa le proprie unghie, fresche di uno smalto nuovo.

Ellie: "Se avessi iniziato la settimana prima di Presidential Day te ne saresti tornato a Stamford a lavare i piatti."

Commissioner: "Bene."

Brooks: "Ripeto, manteniamo la calma.
Non siamo soli."




Il Pargol che sedeva proprio all'altro capo del semi cerchio, manco fosse sottoposto a giudizio, si gratta il mento attraverso la maschera, pensoso e in ascolto mentre sette il gruppo battibeccare.
Avrebbe gradito intervenire, soprattutto su SUO FIGLIO, ma ha preferito rimanere in silenzio.

Commissioner: "Ho preso una decisione sul tuo futuro prossimo, Pargol."

Brooks ed Ellie sembrano indifferenti alle parole del Commissioner.
Lo sembrano fino a che...

Commissioner: "Settimana prossima a Kaua Makeke affronterai Francis May con in palio il Genesi World Championship."

Brooks tossisce.
Ellie inarca un sopracciglio. 
Il Pargol scatta sul posto: 

Pargol: "Per Piazza Venezia!!! Ma davvero? Io... io... Io sapevo di poter contare su di lei, Maledizione! Non la deluderò. 
Renderò questa tenzone indimenticabile. 
Capitano, mio capitano, mi dia la soddisfazione di andare a recare l'annuncio io stesso a Francesco Potrebbe!"




Ellie si affaccia confusa lateralmente, ma Adam Brooks la rassicura celermente con un cenno della mano sussurrando 

"Parla di Francis, lascia fare"...

Tossisce di nuovo, Adam.

Brooks: "Vai a dare la buona notizia a Francis, allora."

Ed è così che, senza neanche accorgersi, si sono liberati di Pargol.
E di occhi indiscreti.
Adam, a questo punto, si volta verso il Commissioner.

Brooks: "Il titolo mondiale?
Pargol D'Annunzio?"


Commissioner: "Sarà un grande match.
E siccome il titolo mondiale me lo sono guadagnato, lo gestisco io."

Ci sarebbe da questionare sul "me lo sono guadagnato".
Ci sarebbe da questionare anche sulla gestione.
Tant'è.
Ellie si alza, e si dirige verso la porta.

Ellie: "Abbiamo finito?"

Brooks: "Assolutamente no.
Non può tenere in ostaggio un titolo. Sarà pure che lo ha un lottatore che si è aperto alla sua causa, ma ne risente l'intero roster di Genesi.
Ed il nostro share.
Hai intenzione di ignorare tutto così?"


Ellie scuote la testa.

Ellie: "Faccia quel cazzo che gli pare, tanto quando uno dei miei si porterà a casa la Rumble glielo faccio sparire da sotto il naso quel titolo."

Commissioner: "Hai finito di provocarmi?"

Ellie: "Andatevene tutti e due a fanculo."


E abbandona la stanza. 

Commissioner: "Non può andare avanti così."

Adam fa spallucce.

Brooks: "Prego, vai a fermarla."

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Letto 11255 volte Ultima modifica il Venerdì, 21 Ottobre 2022 22:03