Sabato, 12 Novembre 2022 14:46

Genesi S.III Episode XXVII - "Start of the Road"

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"L'inizio è la parte più importante del lavoro..." 
Platone, dalla Repubblica


Ufficio del Commissioner.
Tutto in ordine, ovviamente.
Non c'è segno di caos nella stanza, nessuna scartoffia abbandonata qua e là, nessun vetro sporco, neanche un briciolo di polvere.
Va detto anche che l'ambiente è parecchio scarno, essenziale, asettico. C'è tutto ciò che serve, ma niente di più.
E c'è anche un campione. Esattamente il Genesi World Champion in carica.



Non è strano trovare Francis May lì. In effetti è uno dei posti che verrebbero in mente per primi, visti gli schieramenti di Lua Pele.
In quella che sembra una tranquilla discussione tra alleati, May formula una richiesta.

"Devo essere sincero, mi aspettavo qualche buffonata da circo nel mio match al ppv, eppure Pargol ha lottato come un leone. Mi ha davvero sorpreso, ad un certo punto ho pensato che sotto quella maschera non ci fosse neanche lui. Ho commesso il grave errore di sottovalutarlo, ma per fortuna me ne sono accorto durante il match e non dopo. Mi ha fatto sudare più del previsto."



Il Commissioner ascolta con attenzione.
È un uomo abituato, d'altronde, ad ascoltare con attenzione.
Parole e parole e parole e parole, ancora.
Fiumi di parole e fiumi di argomentazioni. C'è da dire che Francis May, almeno, è un uomo abituato ai fatti. 
Il Commissioner guarda May con il suo unico occhio.
Lo scruta come se fosse la prima volta ad averlo davanti.

"Questo non toglie che comunque abbia perso."

Si zittisce per poco.
Si distrae per qualche secondo e poi torna su May."

"E non toglie che tu sia ancora il Genesi World Champion."

Altra pausa.

"I fatti sono fatti. Ha combattuto bene, certo, ma ha perso ancora una volta. E io so della nostra comune antipatia nei confronti di chi non fa i fatti."

Francis annuisce, poi si porta una mano sul mento.

"Vedi, non è un caso se ti parlo di lui. Quel tizio è una scheggia impazzita, una mina vagante, un autentico kamikaze. Uno che davvero si farebbe uccidere per l'ideale in cui crede.
Sai, non avrei mai pensato di dire una frase del genere in vita mia ma... Quel fascista mi piace!
E penso che dovresti farci un pensierino anche tu. Voglio dire, chi apprezza più l'ordine e le regole di un uomo di estrema destra?
"

Il Commissioner è perplesso. 
Si può a buon titolo dire che no, non sta capendo qual è il fine di questo discorso. Non sta capendo dove si vuole arrivare e perchè.

"Pargol è un anarchico, oltre che un fascista: non riconosce nient'altro che il suo mondo idealizzato. Non è nient'altro che un Don Chisciotte fascista, per cui ancora siamo negli anni '20. 
Noi abbiamo bisogno di gente seria, Francis.
Gente che vinca e stia delle nostre regole, non alle proprie."


May allarga le braccia, chiudendo gli occhi per un paio di secondi.

"Capisco perfettamente la tua perplessità. Ma riflettici bene. Fidelizzare un elemento simile vuol dire avere un soldato in più. Un soldato totalmente devoto e pronto a rischiare la sua stessa incolumità pur di far trionfare i suoi ideali. E il fatto che sia così bizzarro può confondere il nemico. Se io l'ho sottovalutato, lo faranno anche gli altri. In fondo basta dirgli che noi siamo una grane "famiglia" e che Lua Pele è "la nostra amata patria", da difendere contro usurpatori e comunisti. Ah, digli pure che ci sono dei rave da sgomberare a manganellate, potrebbe essere il suo "battesimo". Gradirà di certo."

Ragiona, il Commissioner.
Ragiona osservando Francis May.
Lo osserva dritto negli occhi.
Dritto in quello sguardo profondo. 

"Se insisti, Francis, proverò.
Spero per noi che tu abbia ragione, a questo punto."

"Ogni esercito ha i suoi agnelli sacrificali. Il nostro indossa un maschera. E si masturba sulle foto di Eleonora Duse."

Non una bella immagine. Ma probabilmente fedele alla realtà.

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Letto 10531 volte Ultima modifica il Sabato, 12 Novembre 2022 21:51