Chapter V - "Final Countdown I"
Charlotte Bronte
Iolani Palace, ore 21:00.
Non una sola parola, non un solo rumore.
C'è grande attesa davanti ad esso, con una folla costantemente in crescita: settimana scorsa ci era stato detto che oggi ci sarebbero state le candidature a Sindaco di Lua Pele e così sarà.
Qui, le cose, si fanno diversamente.
E in grande.
Ma soprattutto con grande silenzio, dopo la tragedia accorsa all'ultimo sindaco.
Per questo i due candidati non parleranno, non dibatteranno né niente.
Si aspetta solo che, a destra e sinistra, nelle due piccole torri laterali, vengano svelati i loro volti.
Con dei banner giganteschi.
C'è chi esulta.
C'è chi insulta.
Ma c'è consapevolezza di ciò che è diventata l'isola, per mano di Ryan Moore.
La terra promessa del wrestling.
Che gira intorno a Genesi.
3.30 pm
Una macchina è ferma lì davanti da diversi minuti. Sui sedili posteriori, un bicchiere vuoto, l'aroma di caffè permea ancora l'abitacolo. A fianco, una scatola di ciambelle.
Le cose o si fanno bene o non si fanno.
Cain Crow ticchetta con le mani sul volante, si guarda intorno sbuffando.
Gli occhi si fissano sulla statua di Re Kamehameha che riflette il sole del mattino, con la mano aperta sembra stia invitando qualcuno a farsi avanti, la lancia sul lato sinistro ne dichiara il potere. Una statua perfetta per Genesi: tutti rivendicano una sorta di potere. L'ha fatto lui con Lewis Maddox quando ha cercato di portarlo dalla sua parte, doveva immaginare che non avrebbe mai conquistato la fiducia di un lupo del branco. L'hanno fatto Ryan e May, un lottatore infinito contro un dio della lotta.
Tutto risiede nel potere e nel gioco del trono e al gioco del trono si vince o si muore.
Mette la mano in tasca, ne tira fuori una carta da gioco: la carta del Joker, quella ritrovata in casa sua.
Che ruolo può avere?
"Mancano dieci giorni al Pay-Per-View."
Con questa frase il Commissioner si rivela, nel suo ufficio, seduto di fronte a Francis May.
E questo significa anche che, quei dieci giorni, sono molto importanti.
Perché va ricordato sempre, che il Commissioner, beh... è una forza collaterale nel wrestling.
Non un esperto. Non uno con le giuste conoscenze.
"Ho riscontrato due problemi che potrebbero frenare il tuo entusiasmo, ma non voglio assolutamente che ci fasciamo la testa prima del previsto."
E' ovvio che la faccia di Francis non sia entusiasta.
La sua esperienza, tuttavia, gli ha insegnato che si può aspettare la fine della conversazione per trarre delle giuste conclusioni.
"L'avversario ottimale per il tuo primo match di difesa titolata sarebbe Cain Crow.
La realtà è che è irraggiungibile. Ed il resto del roster sembra già aver trovato sistemazione per il Pay-Per-View. Escluso Dylan Turner."
Francis annuisce, non si lascia andare a reazioni particolari, sta immagazzinando informazioni. Ma di certo non è uno abituato a stare in silenzio per troppo tempo.
"Crow irraggiungibile, eh? Per caso avete provato a chiamarlo e aveva il telefono spento? Well, preferisco pensare che abbiate almeno una vaga idea di dove possa essere, ma che al momento non sia fondamentale la sua presenza. Anche perché, "escluso Dylan Turner" non penso che sia un dettaglio buttato lì a caso... "
Mezzo sorrisetto di May, con il Commissioner che riprende da dove aveva lasciato.
"No, non lo è. Infatti questo ci fa arrivare ad avere due piccioni con una fava. Purtroppo Turner è più furbo di quel che sembra, e noi non abbiamo il tempo materiale per far creare una nuova cintura per Presidential Day III."
Curioso invece come, dal nulla, Brooks abbia riportato una cintura.
Vedete, cosa si diceva prima? Il wrestling è tutto conoscenze, politica e strette di mano, prima che lotta e scontri.
"Dunque, il nostro obiettivo deve essere riconquistare quella cintura. E, poi, se lo vorrai... a Settembre, se ne potrà presentare una nuova."
Stavolta una piccola smorfia di disappunto, seppur minima, si riesce a percepire sul volto di May. The Worthy One però misura bene le parole.
"Settembre, significa più di un mese e mezzo. Ma tranquillo, come avrai potuto constatare di recente, sono un uomo paziente. Molto paziente.
Mi dispiace soltanto non poter stringere tra le mani il titolo di cui sono... meritevole. Dopotutto è il campione che fa il titolo, non viceversa. Lo testimonia il fatto che pur detenendo l'Anarchy e non il titolo massimo, l'ultimo match dell'ultimo ppv è stato il mio. A maggior ragione dovrebbe esserlo anche il prossimo."
Mister Mayn Event vuole stare nel Main Event.
Tutto nella norma, ci pare di capire.
"Sono consapevole che la rinascita della cintura meriterebbe il main event, è chiaro.
Non lascerò nulla al caso, voglio che tu lo sappia. E dovranno passare su di me per evitare che accada. Il Genesi World Championship è la massima espressione di ciò che rappresentiamo e dunque deve stare in quello spot."
Suona come una paraculata ed una promessa allo stesso tempo.
Settimana scorsa era stato interrotto, sul discorso, quindi sicuramente la faccenda è più ampia.
Ma è sempre stato un uomo di parola, e dunque per ora non c'è motivo di dubitare di lui.
"Ora non ci resta che una cosa."
5 minuti prima
Dylan: “Oh, mi dovete fare entrare brutti energumeni mal sviluppati.”
Dylan, bloccato dalle guardie cerca di farsi spazio, ma sono tante, troppe.
Senza dire una parola non gli stanno permettendo di entrare nel “palazzo reale” della città… e ci mancherebbe altro dopo quello che è successo la settimana scorsa.
Dylan: “Ho una convocazione ufficiale da parte del Commisioner in persona.
Quel negro vuole vedermi e alla vita ho ciò che sta cercando da due settimane.”
Dice alle guardia, sbottonandosi la giacca.
Effettivamente sotto brilla la cintura mondiale di Genesi.
Finalmente dopo settimane riappare in tutto il suo splendore.
Le guardie (probabilmente hanno ricevuto una comunicazione dai piani alti) si allargano, facendo strada a Turner che si dirige finalmente verso l’ingresso del palazzo.
Dylan: “Mi avete stropicciato la camicia di seta.
Avrete notizie dal mio avvocato.”
Scuote la testa, ed entra velocemente, prima di prendere le botte.
Saluta le segretaria, spostando la cintura dalla vita alla spalla, lasciandola in bella vista per tutti.
Se ne fa vanto, come se fosse sua, ed effettivamente lui la sente ancora propria.
Non sta recitando la parte del campione che ha rubato il titolo,
lui si sente davvero il legittimo proprietario.
"Eccoti qui."
La faccia del Commissioner, ad incrociare lo sguardo con Turner, cambia completamente espressione.
Lo disprezza, ma gli è utile, e dunque deve ingoiarsi il rospo.
"Avrai il tuo match, abbiamo deciso."
Turner non può che sorridere, alzando un pollice all'indirizzo del Commissioner.
Dylan: “Il mio G!
Lo sapevo che potevo contare su di te.”
"Sai cosa dovresti fare, Turner caro? Un bella story in cui riconsegni il titolo al legittimo proprietario. Faresti i big likes. Puoi anche taggarmi, mettere i tuoi hashtag e roba simile. Uno come te non può farsi scappare un'opportunità simile, non mi concedo molto spesso ai social, faresti un colpaccio. C'mon, Dylan."
May allarga le braccia, invitando Turner ad avvicinarsi. L'Influencer sembra tentato dalle parole di May, si porta una mano sotto al mento, come se stesse riflettendo sulla proposta.
"Fai ciò che è giusto, riconsegna il titolo a Francis."
Dylan: “Guardate, l’ho portato proprio per ridarlo al suo legittimo proprietario.”
Turner si sfila dalla spalla la cintura, osservandola a lungo.
Gli altri due attendono impazienti,
con l’influencer che un po’ riluttante consegna la cintura nelle mani di May.
Dylan: “Promettetemi di trattarlo bene e che non ci saranno altre scorrettezze durante il nostro match.”
Annuiscono. Non ci credono neanche loro.
Turner molla finalmente la cintura al suo proprietario, senza nemmeno guardarla.
In questo momenti è un uomo distrutto nell’animo.
Dylan: “Comunque…
Magnt o cazz Francis!
Col cazzo che ti do la versione originale!”
E scappa fuori dall’ufficio…
Dylan: “SONO IO IL CAMPIONE MONDIALE DI GENESI!”
Iniziando ad urlare…
Era un titolo fake, una mera copia.
Incredibile.
Francis osserva il titolo-replica. A prima vista potrebbe sembrare originale, ma osservandola da vicino si notano tutte le differenze. E' più leggero, la placca dorata è più opaca, tracce d'oro ce ne sono pochissime, il cuoio non è esattamente di prima qualità, ammesso che cuoio sia.
May se lo mette comunque in spalla.
"Il mio orefice con 30 dollari l'avrebbe fatto meglio! Certo che quello spilorcio di Moore avrebbe anche potuto farne qualche copia di riserva, identica all'originale. Questa sembra fatta a Napoli."
Sembra averla presa con filosofia.
Dopotutto, come ha detto lui stesso, è il campione che fa il titolo.
Siamo al molo, sempre quello stesso molo, ma è passato qualche giorno.
E' da qualche giorno che Bobby ci pensa, da qualche giorno che non dorme.
Il letto inizia a risultare scomodo, lo spazio angusto. Eppure The Patrol è la sua terra di mezzo, la terra di confine in cui essere padre e padrone, giudice e giudicato, insomma un fottuto re sceso in terra.
In bocca ha un sigaro, scelto appositamente per il fumo denso. Un tempo era l'erba, ma è proprio quel tempo a cui non vuole pensare stasera. Le canne, le risate, i pompini di gruppo, tutti ricordi lontani.
Sono mesi che Bobby è The Cop
Sono mesi che Bobby è al comando
Sono mesi che Bobby è dannatamente solo.
Dunque fumo, e perde i pensieri nel fumo che sale.
C'è umido, quasi non si vede la fine della struttura in legno per quanta foschia ricopra il tramonto.
L'uomo che cerca è lì, dov'era l'altra volta, così tristemente abitudinario.
Zolf aspetta al molo da giorni, ogni giorno alla stessa ora.
No non è vero, magari fosse così.
Si sono sentiti su whatsapp, Bobby il suo numero non lo ha cancellato, e romanticamente ha dato appuntamento lì.
Il molo fa sentire il ragazzo della pennsylvenia a casa, gli ricorda il mare e le nottate a scaricare navi enormi in quel porto maledetto. Zolf ricorda simpaticamente tutti gli aneddoti legati alla carriera da lupo di mare dell'ex compare e tutti i suoi discorsi sull'onore che li han portati ad essere quello che sono attualmente.
Sorride, fuma, ma non parla.
I due si salutano con un cenno.
Bobby fa per sedersi ma Zolf si alza.
Non ha tempo da perdere.
Zolf: Allora?
Diretto
Conciso
di poche parole
solito.
Bobby: Grande giornata, vero?
Bobby non risponde subito, è lui che detta i tempi.
Zolf sbuffa, fa per andarsene, sicuro di un no e dell'ennesima beffa o condizione.
Volta le spalle, si incammina.
Bobby: E va bene, ottima conversazione.
Bobby vuole attenzioni, Zolf lo sa
e non le da... semplice.
Continua a camminare, quasi scompare nell'orizzonte.
Bobby: Va bene, come vuoi...
Zolf va via. Bobby sorride, ma sa di aver fallito.
O meglio, sa di aver fallito il piano A.
Prende il telefono, nella stessa chat dell'appuntamento.
Come il migliore degli ex codardi, risponde per messaggio, facendo leva sull'irascibilità dell'ex partner.
In effetti una casa a Mooreville mi farebbe comodo, sfida accettata!
Il match si farà, come prevedibile.
Ma ora è ufficiale.
6.30 pm
Tutto nasce da qui.
Questo vulcano ha dato forma all'isola. Il suo nome significa Vittoria.
Cain Crow sta cercando tutto questo, impegnato nella sua guerra per dare nuova forma a Genesi.
Sa bene che per modellare una forma in questo modo serve un evento violento: Cain Crow deve organizzare un'eruzione, una catastrofe che porti a nuova vita.
A Trench War è stato manipolato, coinvolto in una battaglia non sua, utilizzato come un burattino.
Era un lapillo e questo non gli basta. Deve fare di più, essere di più.
E dopo il suo passaggio resterà solo la cenere.
Una location ricorrente, ultimamente. Questo anche perché si è arrivati ad una conclusione decisiva per il futuro dell'isola: c'è bisogno di un nuovo sindaco.
A scontrarsi, come anticipato, saranno Adam Brooks ed il Commissioner, ovviamente.
"... il titolo mondiale va nel main event, ovviamente."
"Non se ne parla, lo status va riconquistato agli occhi del pubblico. Si vede che arrivi da fuori, e pensi che le scorciatoie funzionino tutte."
E siamo arrivati a metà discussione.
Proprio Adam Brooks ed il Commissioner stanno discutendo sul main event di settimana prossima, a Presidential Day III.
"Il mio team ha vinto il War Games, e..."
"Il tuo team non ha vinto il War Games, l'ha rubato."
"Ricordami il risultato finale."
"Non è quello che conta."
"E' l'unica cosa che conta!"
E' incredibile come, anche ad alti livelli, le discussioni alla fine si riducano ad infantili bisticci.
Ed il punto è che... nessuno dei due ha oggettivamente torto.
Ma sapevano entrambi che sarebbe successo qualcosa.
"Se tu non avessi deciso di fare un colpo di stato, Turner non avrebbe interrotto Francis dall'ingresso."
"Questo non avrebbe cambiato il fatto che Crow ha tradito il team."
"Crow ha tradito il team per visione personale, autoconservazione e analisi attenta del piano completo.
In quattro contro quattro non si sarebbe mai tirato indietro. E questa è una lezione di tattica che tu dovresti conoscere meglio di me."
Adam prende il controllo della discussione.
"Le elezioni sono settimana prossima, fino a quella data il tuo potere decisionale equivale al mio.
E siccome ho una vittoria da rivalere, non ho intenzione di protrarre oltre questa stupida discussione. Francis May, il titolo Genesi e chiunque gli si opponga non sarà nel main event."
Un pugno sulla scrivania, da parte del Commissioner.
Non una sola altra parola, solo una veloce svolta che lo ruota verso l'uscita.
Se ne va sconfitto, per ora.
Ma da settimana prossima in poi, possono cambiare molte cose: se diventasse sindaco Brooks sarebbe probabilmente la prima testa a saltare.
E viceversa.
Si ferma davanti alla villa che appartiene a Mikael Berg, ed oltre una domanda interiore sulla necessità di una casa del genere, ha un obiettivo preciso in mente: Ha ottenuto le sue sei difese e dunque vuole sfruttare la sua title shot per il titolo Anarchy.
E si annuncia suonando al campanello: sebbene Berg non abbia granché voglia di difendere gli tocca farlo.
Mikael Berg (c) vs Zacaus (c), Anarchy Championship on the line
Il match sembra partire con uno Zacaus volenteroso, anche se la sua offensiva viene presto rigettata da Berg. Quello che Zac non ha capito, è che in corso c'era una "riunione condominiale".
Difatti, non appena si sente il corpo del gigante tedesco impattare al suolo, Ryan Moore si affaccia dalla finestra sul cortile, chiacchierando al telefono. A ruota si possono notare anche Lewis Maddox e Bèrenger de Vois. Probabilmente stavano discutendo di qualcosa riguardante Presidential Day III, visti i loro dissidi post War Games.
Passano veramente pochi minuti prima che i tre si palesino in giardino, in "soccorso" di Mik: non che ne avesse bisogno, ma è evidente che ha annoiato tutti e quattro l'interruzione del tedesco. L'arbitro, che non sa che fare, ad un certo punto annuncia la fine del match, per evitare qualche infortunio pesante al campione Predator.
Mentre l'arbitro viene raggiunto da una macchina che carica anche il tedesco, la camera si muove verso una seconda, molto più lussuosa, macchina che parcheggia proprio davanti a casa di Mikael.
"Qualcuno mi dice cosa è successo?"
"Niente, Zacaus voleva il titolo Anarchy ma gliel'ho impedito."
"Ottimo, ho altri piani per quel titolo che svelerò più avanti. Ora concentriamoci sul motivo per cui mi hai chiamato poco fa."
Brooks osserva i quattro.
Vede come sono ben distanziati l'uno dall'altro: avevano un compito da portare a termine nel War Games ma è chiaro che il patto finisce lì.
Ora, è come se fossero quattro acerrimi nemici.
Ed in effetti, è proprio così.
"Quindi, più vi vedo più ne sono certo: Presidential Day III avrà il più grande Main Event della storia di Genesi."
Sorride.
"Mikael Berg, contro Ryan Moore.
Contro Lewis Maddox.
Contro The Duke.
Con il titolo Anarchy in palio."
Li osserva tutti e quattro.
Dunque è per loro che May vs Turner non avrà la vetrina principale.
E' comprensibile, in una guerra come quella che stanno combattendo lui ed il Commissioner: ogni minima vittoria vale tantissimo in vista elezioni.
Ed avere il main event, è proprio fondamentale.
"Qualcosa da aggiungere?"
"Nah."
"No."
"Nope."
"Non."
Brooks allora allarga le braccia.
"E' deciso."
8.00 pm
La stessa macchine ferma davanti al palazzo, difficile che non sia stato notato.
Ma ormai Cain Crow è stufo della caccia: lui che gode nel sentirsi predatore si sente frustrato da questa ricerca senza sbocchi.
Forse tutto questo è stato un errore, forse non la traccia giusta. Sta seguendo la pista sbagliata.
Tira un pugno al volante. Riprende in mano la carta, la passa tra le dita, scuote la testa e la fa scivolare nel cassettino.
Ha inseguito il potere per tutto il giorno ma non ne è venuto a capo: non è un detective, non è questo il modo in cui risolve le sue situazioni ma è arrivato fino a lì e non vuole mollare.
Forse questo non è la sua zona comfort ma è anche l'unico modo per capire chi lo sta portando da quale parte.
Sobbalza quando il rumore della vibrazione del telefono lo sorprende: lo recupera dal cruscotto e risponde.
Miriam May vs Krystal Wong vs Saul Clarke
Ed il match parte con uno stallo, come nei più grandi trielli raccontati nei western di Leone. Non della Leone.
Krystal è quella che parte con più piglio, cercando anche di scrollarsi di dosso l'inesperienza rispetto ai due avversari, soprattutto nei confronti di Miriam. Saul sembra molto conservativo, e difatti sono più le volte in cui vigliaccamente crea dei 2vs1 che quelle effettive in cui lotta. Ed è proprio in seguito ad un 2vs1 con Krystal che atterra Miriam che cerca di approfittare della situazione con uno schienamento, che però non va in porto.
Miriam e Krystal, che alla lunga si sono stancate di questa tattica, cercano di far fuori Saul che invece di combattere ad armi pari crea situazioni ambigue: l'ultima che fa scattare l'ira di Miriam è quando evita un colpo di Krystal che colpisce proprio la rossa. In preda a questa cieca furia riesce a mettere fuori combattimento per qualche secondo Clarke, atterrando Krystal con la Mayhem!
A segno! Schienamento di tre e titolo portato a casa: Miriam May è la prima campionessa Volcano.
"Molto bene Miriam."
A prendere parola è Adam Brooks, che non ha perso tempo e si è subito mosso dal pubblico verso la rossa.
Il Commissioner per ora guarda interessato, ma non interviene.
"Il titolo Volcano... ci tengo molto. Ma settimana prossima, a Presidential Day III, potrebbe diventare molto di più di ciò che hai appena vinto.
Sin da quando ho in mano le chiavi di tutto, grazie a Ryan, ho cercato di innovare il brand nella maniera migliore possibile."
Sorride.
"E lo farò ancora e ancora. A partire dallo svecchiare il nostro Brand."
Si è avvicinato talmente tanto che non ha nemmeno lasciato il tempo a Miriam di alzare al cielo il titolo.
"Settimana prossima affronterai Zacaus, a Presidential Day III. Sarà un Champion vs Champion match. Avrei preferito vederlo per un po' come Double Champion, per l'atmosfera: ma è meglio così forse.
I due titoli si uniranno. Solo la vostra vittoria determinerà se il prossimo titolo di Genesi sarà l'Unified Predator Championship, con conseguente regolamento, o l'Unified Volcano Championship, con regole meno strette."
Le tende la mano. Ricordiamo che non ha ancora alzato il titolo al cielo.
"Ci stai?"
"Ci sto."
E come tirarsi indietro. Si vorrà togliere qualche sassolino dalla scarpa da settimana scorsa.
E non alza nemmeno il titolo: vuole tenersi questo momento per quando diventerà, dopo la sua vittoria, Unified Volcano Champion.
Henry David Thoreau