Venerdì, 14 Ottobre 2022 21:32

Genesi S.III Episode XXV - "A Day in the Life III - Order"

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"Devo chiederti un ultimo favore.
Se non è troppo, mi servirebbe... Ecco, un ottagono."


Berg continua a mandare giù il suo veleno ambrato in attesa di una risposta.
Ryan, invece, gioca col posacenere evitando il contatto visivo.
A un certo punto si ferma per contemplare gli alloggi del norvegese, un altro dei suoi favori.
Sposta lo sguardo su Mikael, lo stesso a cui ha teso la mano nell'ora più buia.
Sì, anche quello si può considerare un favore.
La lista non finisce di certo qui, e in circostanze normali spingerebbe chiunque a rifiutarsi di esaudire l'ennesimo desiderio.
Ma la normalità non appartiene a questo mondo ed è noiosa.

Ryan: "Che due coglioni eh."

Ryan mostra, in volto, che voleva ritirarsi in santa pace.
Ha chiuso ogni ponte con ogni incarico dirigenziale per un motivo, delegando pian piano sempre di più a chi è in carica ora.
O almeno in parte.
In ogni caso...

Ryan: "Forse ho ancora qualche carta da giocarmi."

Il volto di Mikael si colora.
Si concede una risata prima di aggredire ciò che resta nel boccale.
Si riempie di un entusiasmo genuino, ma viene spontaneo chiedersi...

Berg: "E dimmi: dove si farà?"

Ryan: "Fatti i cazzi tuoi."

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BACK TO PRESENT DAY
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I lavori di costruzione procedono spediti: l'ottagono sta prendendo forma e vita.
Berg non ha distolto lo sguardo per un solo istante.
Ha osservato con attenzione mentre tutto veniva assemblato.
E mentre è intento a fantasticare sul match, sui movimenti suoi e di Lukk, sugli affondi e le schivate decisive, lo raggiunge Ryan.



Berg: "Non so davvero come ringraziarti per averlo reso possibile."

Sospira, il norvegese, più pensieroso del solito.
Ryan fa presto ad accorgersene, ma non serviranno domande.

Berg: "Ricordi la data di scadenza?
È da mesi che ci penso, eppure eccomi qui, catapultato in un altro match che potrebbe stendermi una volta per tutte.
Non sono riuscito a dirglielo subito, lì sullo yacht, soltanto perché non avevo fiato.
Avevo accettato prima ancora che finisse di parlare.
Se devo bruciare, è così che voglio farlo."




Ryan: "Ricordo la data di scadenza perché è una pulce che ti ho messo io nell'orecchio."

Ed in effetti, è così.
Ryan è sempre stato il primo infame quando c'è stato bisogno di esserlo.
Ma su determinate cose è anche sempre stato brutalmente onesto.

Ryan: "Ci vuole coraggio, perché bisogna guardare dentro sé stessi e ammettere ciò che si è.
E cosa si può dare ancora.
in ogni caso..."



Commissioner: "Questa è una grandissima stronzata."


Ryan: "E' inutile ricordarti che..."

Commissioner: "Inutile, superfluo e anche deleterio."

Un sorriso si accenna sul volto di Ryan.
Quello di Berg, invece, è incuriosito da informazioni confidenziali che probabilmente non scoprirà mai. 
In ogni caso, i giochi sono fatti, e l'ottagono è praticamente lì.

Commissioner: "Menomale che ti stai per levare dal cazzo."

Ryan: "Levati quel muso del cazzo, questo match sbancherà il botteghino."

Indica l'ottagono distrattamente.

Ryan: "Lì avrai due dei più grandi fighter della nostra era.
Nel nostro spazio televisivo, con gli incassi alle stelle.
Ed una contesa che accontenterà tutti i puristi."


Ryan, ora, fa una smorfia.
Leggera, quasi impercettibile.

Ryan: "Ma questo può dirtelo lui, io non c'ho mai capito una sega.
Io picchiavo e basta."

Si fa avanti Berg, divertito dall'assist del newyorkese.

Berg: "Ti dai così tante arie, pensi di dettare legge, eppure sei così coglione da non capire che questa è una di quelle opportunità che non ricapitano.
Lukk non è uno qualsiasi.
Se si è fatto vivo è perché ho fatto da calamita per tutto l'anno.
Questo match è un successone annunciato!
Ma che te lo spiego a fare?
Ci avrai anche osservati, catalogati, tutto quello che vuoi... E posso solo immaginare quanto tu sia legato ai tuoi protocolli e rapporti.
Ma c'è una cosa di cui ho avuto conferma appena sei arrivato.
Mi sono bastate cinque parole per capire che di questo mondo non sai veramente un cazzo.
Come pretendi di farne parte?
Come pretendi di vincere il gioco senza neanche partecipare?"


Berg torna con gli occhi incollati sulla costruzione dell'ottagono.
Scuote la testa, contrariato.

Berg: "Il bello sta lì, non tra scartoffie e stronzate burocratiche.
E mi dispiace per te che non ci arrivi."


Per qualche secondo regna il silenzio tra i tre.
Silenzio rotto proprio dalla voce del Commissioner.

Commissioner: "Un successione annunciato, eh?"

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Letto 12489 volte Ultima modifica il Venerdì, 14 Ottobre 2022 22:09